CASTELLANZA, Martedì 2 febbraio 2016 – ore 17.30 – Link Registrazione all’evento

C’è chi ha messo al centro dei suoi studi l’economia italiana nelle sue relazioni con l’economia globale. Fra questi vi è sicuramente da annoverare Mario Deaglio e il gruppo di ricerca della Fondazione Einaudi da lui coordinato.

Con “la Ripresa, e se toccasse a noi?” si è giunti al 20° rapporto annuale attraverso il quale Deaglio, in passato da solo e poi con il suo gruppo di ricerca, ha cercato di interpretare l’evoluzione dello scenario economico italiano nel più ampio contesto internazionale.

Venti anni sono tanti. Si possono cogliere e capire molte peculiarità della realtà italiana, ma non è facile ogni volta trovare spunti di lettura originali.

Il gruppo di ricerca guidato da Deaglio ha invece trovato negli anni spunti di originalità e ha dato una lettura della nostra realtà economica cercando di cogliere l’elemento qualificante, destabilizzante. In proposito sono emblematici i titoli di tutti e 20 Rapporti pubblicati. Se ne ricordano solo alcuni: Un capitalismo bello e pericoloso (del 2000) e i più recenti Sull’asse di equilibrio (2012), Fili d’Erba, fili di Ripresa (2013) e Un disperato bisogno di crescere (2014).

Quest’anno l’elemento qualificante è la possibile ripresa e la domanda “e se toccasse a noi” lascia intravedere una risposta che evidenzia alcune possibili criticità.

E così non può stupire se nel libro si evidenziano attori economici e alcuni comparti che non sembrano in grado di agganciare questa ripresa. Riflessioni condivisibili, così come sono condivisibili le annotazioni che individuano nel terziario e in alcuni mercati nuovi, potenziali in positivo.

In particolare si può auspicare che la miscela passione, competenza ed entusiasmo, tre connotati che hanno caratterizzato in passato l’imprenditoria italiana, tornino ad essere diffusi e vitali.

Un libro da leggere. Qualcosa, forse nel nostro Paese, sta cambiando, ma come ricordano gli autori in chiusura: “Nessuno, insomma, deve abbandonarsi a un facile trasformismo, tutti dovremmo nutrire un ragionevole, contenuto e sommesso ottimismo“.

DEAGLIO M. e al., La Ripresa, e se toccasse a noi?, Guerini e Associati, Milano 2015

Sommario

Introduzione: Il rapporto ha vent’anni, uno sguardo d’insieme

Capitolo 1. L’onda lunga del cambiamento

1.1 I problemi di un mondo multicentrico

– Il baricentro economico si allontana da noi

– Un miglioramento qualitativo con molti problemi

1.2 Le innovazioni che ci stanno cambiando la vita

– La “distruzione creatrice” di Internet

– “Energia” farà rima con “batteria”? E con “democrazia”?

– L’auto si guiderà da sola? E la vita diventerà intelligente?

– L’economia della condivisione, dell’istruzione e della salute. E delle monete elettroniche

1.3 Il faticoso adattamento dei mercati del lavoro

– Per molti la stabilità resta (o diventa) un miraggio

– Quali mestieri resisteranno?

– Una ripresa “riluttante” tra mismatch e polarizzazioni

1.4 La riorganizzazione degli spazi nel capitalismo globale

– L’urbanizzazione, inarrestabile, continua

– La città, come spazio economico, ieri e oggi

– Conclusione: La libertà economica nel mondo

– L’Italia in altalena

Capitolo 2. L’onda breve della tempesta

Introduzione: I “cigni neri” volano sul mondo

2.1 Il tramonto della seconda Europa

– L’”assedio” all’Unione Europea

– La crisi interna

– La “tragedia greca”

– Le crisi esterne

– Un’ulteriore sfida dentro una sigla: TTIP

2.2 C’era una volta l’America

– PIL: obiettivo raggiunto, ma…

– L’”ascensore sociale” non funziona più

– La revisione del consumismo

– Al centro, Wall Street

2.3 La prospettiva di una stagnazione secolare

– La crescita rallentata di capitale e lavoro

– La dimensione finanziaria

2.4 Uno sguardo in avanti: sorpresa, c’è l’Africa!

– L’Africa deve crescere al tasso del 6 per cento

– Alle origini del “miracolo africano”

– La “fase due”: industrializzare l’Africa

– Quando l’auto parla africano (di Giuseppe Russo)

– Chi vuole il miele deve avere il coraggio di affrontare le api

Capitolo 3. L’evoluzione dell’ordine internazionale

3.1 Il petrolio tra economia e politica

– Tutte le cifre di un crollo

– Una caduta del prezzo dovuta a un “complotto”?

– Alla ricerca del “colpevole”

– Energia, strategia, economia: alcuni scenari per il futuro

– Quale futuro energetico? (di Paolo Migliavacca)

3.2 Il conflitto epocale che dall’Islam si allarga al mondo

– Un Medio Oriente da ricostruire

– Musulmani, brevi note per non esperti

– L’Iran, l’Arabia Saudita e Israele

3.3 Le tensioni in Estremo Oriente e nell’Europa dell’Est

– Il confronto nel Mar Cinese Meridionale

– Il Giappone e la “coalizione di fatto” anti-cinese

– Prove di dialogo (e di forza) sul fronte ucraino

3.4 Dalla guerra guerreggiata ai “conflitti diffusi”

– Paralisi delle armi e paralisi delle diplomazie

– Un futuro proiettato sul mare

– Conclusione: Il mondo dopo l’ordine liberale.

– Verso un nuovo Concerto?

Capitolo 4. Italia in ripresa, finalmente (?)

4.1 La cartella clinica del malato Italia

– Le cure producono i primi effetti

– Le famiglie cominciano a uscire dalla “trincea dell’austerità”

– Le imprese fuori dall’incubo della liquidità, qualche segnale positivo anche dalla disoccupazione

4.2 Davvero pronti a ripartire?

– Uno sguardo dentro al nostro “motore produttivo”:

  1. a) le attività industriali
  2. b) il terziario

– Le risposte delle imprese

– L’azione del Fondo Strategico Italiano (di Mario Deaglio)

4.3 Le ferite strutturali

– L’insostenibile arretratezza del Mezzogiorno

– Le altre cicatrici “fresche”: debito pubblico e scivolamento sociale

– Una sommessa conclusione

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