Talvolta dalle intersezioni tra discipline diverse nascono contributi innovativi e costruttivi. Così il controllo di gestione con gli studi di strategia aziendale ha tratto nuovi stimoli per passare da una focalizzazione sul breve termine ad un orientamento al lungo termine, al punto di proporsi come controllo strategico. E così pure le teorie di management, come ben evidenzia Gian Carlo Cocco, possono trarre utili indicazioni dalla neuroscienza. Nel suo libro Neuromanagement, l’autore evidenzia come le neuroscienze siano in grado di aiutare il management a prendere consapevolezza di alcuni aspetti legati alle nostre menti. Si è arrivati molto più in là rispetto alla distinzione dell’emisfero sinistro del cervello come espressione delle capacità logiche e analitiche rispetto all’emisfero destro caratterizzato da intuizione, capacità di giudizio e di concettualizzazione, così come ci ricordava Henry Mintzberg già nel 1976.
L’intelligenza, è ormai acquisito, è un aggregato di facoltà specifiche e si è giunti a parlare di “Intelligenze multiple” (Gardner).
Cocco ci ricorda anche in questo libro, dopo aver approfondito il tema anche in “Le intelligenze manageriali“, che le intelligenze multiple essenziali per il comportamento manageriale sono le intelligenze logico-razionale, matematica, socio-interpretativa e negoziale, introspettiva, valorizzativa ed etica (Vedi anche Neuromanagement. Per una nuova scienza del management).
Pertanto si può capire che prendere consapevolezza di questi aspetti aiuta a ridurre alcune trappole mentali e in più si può scoprire l’utilità di alcune tecniche di allenamento della mente. Così nell’era del fitness si scopre l’esistenza dl brainfitness e si ricorre alla mindfulness per favorire consapevolezza e atteggiamenti “resilienti”. Che dire poi della della ricerca della tranquillizzante causalità in presenza di un intensificarsi di fenomeni caratterizzati da casualità. Tutto ciò anche per porsi l’obiettivo di interpretare correttamente i successi ottenuti e le sconfitte subìte nella nostra vita lavorativa e non.