Come forse si ricorda, il processo di elaborazione del budget si conclude con i budget finanziari. Così, dopo aver elaborato da un lato il Budget economico e e dall’altro quello degli investimenti è opportuno verificarne la loro fattibilità finanziaria elaborando o i flussi di cassa prospettici o il budget di tesoreria. Con i flussi di cassa prospettici si effettua una prima verifica sintetica: si analizzano i flussi di componenti della cassa che nel loro complesso si generano o vengono assorbiti. L’elaborazione di questi flussi non è complessa. Vi sono diverse possibili impostazioni o muovendo nel calcolo dall’Ebitda o Margine operativo lordo (Mol) o muovendo dal Reddito netto e aggiungendo i costi “senza esborso” (ammortamenti e accantonamenti). L’approccio qui suggerito è quello che parte dai ricavi netti (Tabella 1) e poi molto sinteticamente deduce i costi della gestione caratteristica, per arrivare ad evidenziare il reddito operativo. A questo reddito coincidente con quello evidenziato nel Budget economico si aggiungono i costi “senza esborso” (ammortamenti e accantonamenti). Ne risulta l’Ebitda o Mol generati dalla gestione caratteristica che può essere anche definita Cassa potenziale o Reddito spendibile (Tabella 1). Si è così evidenziato l’Ebitda ratio (Ebitda/Ricavi*100), che indica quanta cassa, ai vari livelli, viene generata o bruciata ogni 100 Euro di Ricavi netti. Fra l’altro, questi sono indicatori particolarmente utili quando la risorsa finanziaria, per motivi gestionali interni o esterni, sia una risorsa critica. Per passare dal flusso di cassa potenziale a quello effettivo basta ricordare che: a) i ricavi prima di trasformarsi in entrate di cassa transitano nei crediti; se, in un dato periodo, i crediti aumentano questo significa avere minor disponibilità di cassa; b) ci sono una serie di costi sostenuti per ottenere prodotti e per acquisire materie prime che in conto economico, attraverso le Rimanenze sono stati rinviati all’esercizio successivo e hanno dato una mano ad alleggerire il conto economico, ma in realtà da un punto di vista finanziario la creazione di scorte ha un preciso peso; se le rimanenze aumentano l’impatto è di minor disponibilità di cassa; c) fortunatamente, per alcuni costi si concordano con i fornitori termini di pagamento più o meno dilazionati; se i debiti di fornitura aumentano questo significa una maggior disponibilità di cassa.

Tabella 1 – Un prospetto per la determinazione dei flussi di cassa prospettici della gestione caratteristica.
1. Ricavi netti
2. Costi gestione operativa
3. Reddito operativo (3 = 1 – 2)
4. Costi gestione operativa senza esborso (ammortam/accantonamenti)
5. Flusso di cassa potenziale gestione caratteristica (5 = 3 + 4)
6. ∆ Crediti
7. ∆ Rimanenze
8. ∆ Debiti di fornitura
9. Flusso cassa (Cash Flow) gest. Caratteristica (9 = 5 – 6 – 7 + 8)
10. Oneri e proventi da gestione finanziaria
11. Imposte
12. Flusso di cassa da gestione Corrente (12 = 9 – 10 – 11)
Fabbisogni finanziari:
13. Investimenti
14. Rimborso rata mutuo
15. Rimborso altri finanz.
16. Pagamento dividendi
17. Totale Fabbisogno Finanz.
Copertura Fabbisogno Finanz.
18. Cessione di beni o rami d’azienda
19. Aumento a pagamento del Capitale sociale
20. Accensione mutuo o nuovi
Finanziamenti a m/l termine
21. Totale Fonti a copertura
22. Flusso di cassa netto (22 = 12 – 17 + 21)

Pertanto, se si vuole passare dalla cassa potenziale a quella effettiva, è sufficiente dedurre da quella potenziale (vedi riga 5 Tabella 1), la variazione dei crediti (riga 6) e la variazione delle rimanenze (riga 7), mentre si tratta di aggiungere la variazione dei debiti verso fornitori (riga 8). È opportuno sottolineare che se i crediti e le rimanenze dovessero ridursi per effetto della gestione le loro variazioni andrebbero ad aumentare la cassa effettiva, mentre una riduzione dei debiti di fornitura, che significherebbe un anticipo nei tempi di pagamento dei fornitori, andrebbe a ridurre la cassa effettiva. Si consideri ora il secondo suggerimento in termini di impostazione del prospetto dei flussi: una distinzione in base all’origine dei flussi. In parte già applicata, presentando il primo suggerimento, è la distinzione tra gestione operativa, gestione corrente aziendale e operazioni a solo impatto patrimoniale-finanziario. Queste distinzioni sono utili poiché consentono di evidenziare l’impatto che la gestione operativa ha non solo sul reddito ma anche sulla cassa: le persone che operano nell’area commerciale possono influenzare l’andamento dei crediti e delle rimanenze di prodotti finiti, quelle che operano nell’area produttiva possono effettuare politiche di scorte sia di prodotti finiti, sia semilavorati e condividere con l’area acquisti alcune scelte di scorte di materie prime. Per proseguire nel calcolo e passare dalla gestione operativa a quella corrente si tratta di ricordare che non si sono ancora considerati i risultati della gestione finanziaria e della gestione fiscale (righe 10 e 11 Tabella 1); ed ecco che i risultati di queste due aree, non solo da un punto di vista contabile, ma anche in termini di responsabilità organizzativa, fanno capo alla funzione amministrativa. Sono risultati rilevanti che non vanno dispersi, ma evidenziati in modo preciso. A seguire, per completare l’analisi dei flussi è necessario considerare tutte le operazioni a valenza patrimoniale–finanziaria. In Tabella 1 vengono indicate alcuni possibili esempi di tali operazioni muovendo da quelle che generano fabbisogni finanziari: investimenti sia materiali, sia immateriali sia finanziari (per esempio acquisto di partecipazioni), il pagamento della rata di un mutuo, il rimborso di un finanziamento a medio/lungo termine, il pagamento dei dividendi. Nella parte restante del prospetto vengono indicate tutte le possibili fonti di risorse finanziarie alle quali si potrà andare ad attingere per la copertura dei fabbisogni, restando escluse le sole banche di credito ordinario, quelle chiamate a coprire l’eventuale ulteriore fabbisogno di cassa. Dedotti i fabbisogni e aggiunte le fonti alle quali si pensa di attingere per la loro copertura, si ottiene infatti un flusso di cassa netto che potrà essere positivo o negativo. Questo sarà l’evidenziazione della cassa netta (cassa e banche attive meno banche passive) e della fattibilità o meno del budget di esercizio nel suo complesso.

Alberto Bubbio

È per approfondire e ripensare il budget che proponiamo una serie di 7 webinar. Ogni webinar è fruibile on demand per un numero illimitato di volte ed è corredato dai migliori articoli del Prof. Alberto Bubbio sul tema.

I 7 webinar:

1. Il processo di elaborazione del budget: è un gioco o una cosa seria?

Key topics:

Il budget è una previsione?
E allora che cos’è un budget? Quali sono i suoi scopi?
In che modo contenuti, estensione temporale, livello di attività caratterizzano vari tipi di budget?

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2. La centralità del budget delle vendite

Key topics:

Perché il budget non è una previsione?
Quali sono gli input essenziali per elaborare il budget?
Perché è essenziale prestare particolare attenzione al budget delle vendite?

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3. Il budget di fabbricazione e degli acquisti

Key topics:

Che differenza c’è tra piano di fabbricazione e budget dei costi di fabbricazione?
Cosa sono e a cosa servono i costi standard?
A cosa serve il budget degli acquisti?

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4. Dal piano completo di budget al budget come modello per effettuare simulazioni economico-finanziarie

Key topics:

Con quale approccio elaborare il budget dei costi delle strutture di supporto?
Quali sono le relazioni tra il budget degli investimenti e il budget di cassa?
Perché il budget patrimoniale è il momento conclusivo del budget di esercizio?

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5. Il budget di cassa per gestire la liquidità

Key topics:

Perché l’aumento del fatturato può essere mortale?
Come si elabora un budget di cassa?
Quali sono le leve manovrabili per far fronte ai fabbisogni di cassa?

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6. Oltre i tradizionali modi di utilizzare il budget

Key topics:

Quali sono stati gli errori che hanno determinato una minore efficacia del budget?
Quali sono gli accorgimenti per conferire al budget una nuova utilità?
Che cos’è la cultura di budget?

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7. Verso il budget strategico: 10 possibili accorgimenti

Key topics:

Perché il budget deve diventare strategico?
Come si elabora un budget strategico?
Come deve cambiare il processo di budgeting?

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