Se l’automazione di sicuro consente di migliorare la Produttività e la Qualità, che impatto avrà sulla flessibilità il suo abbinamento alla digitalizzazione? Siamo alla ricerca della quarta rivoluzione industriale. Ma sarà una vera nuova rivoluzione?
Si è anche aperto un dibattito tra studiosi. Jerimy Rifkin contesta il pensiero di Schwab, colui che ha proposto a Davos nell’annuale incontro del World Economic Forum l’idea di questa nuova rivoluzione.
Così Rifkin afferma: “Secondo Schwab ci troveremmo all’inizio della Quarta Rivoluzione Industriale che nelle prossime decadi cambierà radicalmente il nostro modo di lavorare e vivere. Buona parte del saggio descrive eloquentemente i grandi cambiamenti tecnologici frutto della digitalizzazione della vita economica e sociale e il loro impatto su prassi commerciali e norme sociali. Non sono d’accordo. Contesto il fatto che secondo il Professor Schwab questi fenomeni testimonierebbero l’inizio di una Quarta Rivoluzione Industriale. Schwab afferma che nella Prima Rivoluzione Industriale si assistette all’introduzione della macchina a vapore. La seconda rivoluzione diede il via a processi di produzione di massa alimentati ad elettricità. Con la Terza Rivoluzione Industriale abbiamo assistito all’introduzione della digitalizzazione delle tecnologie. Inoltre, il professore aggiunge che “in questo momento sta prendendo piede una Quarta Rivoluzione Industriale che trova le sue fondamenta nella Terza Rivoluzione, la rivoluzione digitale è nata dalle ceneri della precedente. Essa si caratterizza per una commistione di tecnologie che rende labili i confini tra le sfere fisiche, digitali e biologiche”. Ma è qui che sorge il problema. La natura stessa della digitalizzazione, elemento chiave della Terza Rivoluzione Industriale, è caratterizzata dalla sua capacità di semplificare le comunicazioni e i sistemi visivi, uditivi, fisici e biologici, per estrapolare informazioni che sono poi rielaborate da ampie reti interattive, le quali funzionano come ecosistemi complessi. In altre parole, la natura interconnessa della tecnologia della digitalizzazione ci permette di abbattere le frontiere e “rendere labili i confini tra le sfere fisiche, digitali e biologiche”.
Il modus operandi della digitalizzazione è “l’interconnessione e la creazione di reti” ma la digitalizzazione sta operando in questo modo già diversi decenni, sebbene lo faccia in modo sempre più sofisticato. È questo ciò che definisce la spina dorsale della Terza Rivoluzione Industriale. Tutto questo fa sorgere un interrogativo: dove nasce l’esigenza di parlare di una Quarta Rivoluzione Industriale? Forse per il professore sostenere che “rendere labili i confini” tra il mondo fisico, digitale e biologico equivale ad ammettere l’esistenza di “nuovo sviluppo” in termini di qualità tanto importante ed evidente da giustificare la teorizzazione di una Quarta Rivoluzione Industriale. Tuttavia, il professor Schwab allontana il discorso da quello che la tecnologia fa e preferisce concentrarsi su suoi effetti su tempo, spazio e società, suggerendo che i cambiamenti sono tanto evidenti da poter garantire la fine della Terza Rivoluzione Industriale e il principio della Quarta.” (Rifkin, http://www.huffingtonpost.it/jeremy-rifkin/la-quarta-rivoluzione-industriale-il-tema-flop-del-foro-economico-mondiale-2016_b_8987152.html).
Insomma non mancano spunti per riflettere: terzo o quarta che sia la rivoluzione, quello che stiamo vivendo è senza dubbio un periodo di profondi e drastici cambiamenti. Meglio cercare di coglierne le conseguenze sul piano gestionale e sul modo di fare management.
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