Fundraising e Crowdfunding vanno inquadrati nel più ampio tema delle fonti di risorse finanziarie attraverso le quali le aziende italiane potrebbero scegliere per finanziare le loro attività. In Italia queste due alternative di finanziamento sono arrivate e si sono sviluppate dopo altre fonti. D’altra parte, nel nostro Paese, come molte ricerche hanno evidenziato, si è sempre rimasti molto vincolati al credito bancario, per di più di breve termine. Così, Anna Gervasoni dal suo privilegiato osservatorio, rappresentato dalla direzione dell’Aifi (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt, il cui web site è questo nel 2014 proponeva nel suo libro: Come finanziare l’impresa. Oltre la banca: minibond, private equity, venture capital, crowdfunding e altri strumenti (Guerini Next, 2014).
Una lettura con visione ad ampio spettro delle possibili fonti, come il sottotitolo mette in evidenza. Ed è questa una prima preziosa chiave di lettura. Nei venticinque anni e più di insegnamento nello stesso ateneo (Liuc – Università Cattaneo) con i nostri due insegnamenti in parallelo al secondo anno (costing io, financing lei) abbiamo avuto più di un’occasione per confrontarci con l’imprenditoria dell’area di Varese sino ad indurre qualcuno alla quotazione o a reperire più risorse da fonti a medio-lungo termine. È stato questo il caso prima di Biosearch (quotata al Nasdaq), di Opengate, del colosso delle partecipazioni statali Leonardo, della portentosa Tigros e di sicuro di Directa Plus, una start-up innovativa che dal risultato delle sue ricerche ha proposto una materia prima rivoluzionaria: il grafene. In questa logica da generalista anche la nostra Academy Vitale-Zane &Co si è occupata del tema: gestione fonti di risorse finanziarie, una gestione sempre troppo poco portata alla conoscenza di imprenditori e imprese di medio-piccole dimensioni. Per contro l’attuazione di strategie di crescita aziendale equilibrate passa da un sapiente bilanciamento tra mezzi-risorse di terzi e mezzi propri (patrimonio netto, anche dovutamente chiamato capitale di rischio). Data questa loro criticità le risorse finanziarie vanno reperite e impiegate ricordando anche le caratteristiche dei diversi Business. Ecco così che nelle fasi di start-up, per una nuova realtà aziendale, o in attività aziendali le cui caratteristiche sono “not for profit”, le caratteristiche del Fundraising e del Crowdfunding possono essere di grande supporto. In particolare, il Crowdfunding è una fonte di micro-finanziamento che si avvale di piattaforme on line per coinvolgere un numero elevato di persone, che spesso intervengono con investimenti anche contenuti. L’idea, in questo modo, ottiene le risorse finanziarie per poter decollare..
Si è poi assistito anche all’affermarsi del Fundraising come fonte di raccolta di risorse finanziarie, ormai testimoniata da numerose iniziative, alle quali si rimanda per gli opportuni approfondimenti.
In primis ritengo opportuno ricordare il Festival del Fundraising, che seguo da tempo e che ha moltiplicato negli ultimi anni le sue attività. Nel 2026 è destinato a superare le 17 edizioni del Festival annuale. Inoltre propone, a chi è interessato, strumenti di costante aggiornamento come il Magazine online. Lo segnalo anche perché, nella pochezza di risorse finanziarie che confluiscono nelle imprese innovative e Knowledge intensive, alcune iniziative sono di assoluto rilievo per il nostro Paese:
https://www.festivaldelfundraising.it/come-finanziare-i-progetti-culturali/?utm_source=dem&utm_medium=email&utm_campaign=CULTURA_1aprile
Questo evento si è tenuto nel mese di aprile 2026 e sarà seguito da altre occasioni in grado di veicolare risorse ad un settore, quello culturale, così carente in Italia rispetto alle sue potenzialità. Inoltre poi è nato ed è stato proposto anche un Master del Fundraising, che sempre meglio delinea la figura e le ampie competenze del fundraiser (Master@fundraising.it). Da ultimo Valerio Melandri, uno dei primi in Italia ad occuparsi di Fundraising (Fundraising, Maggioli 2017) ha di recente messo a disposizione 10 sessioni on line di 10 minuti l’una per spiegare alcuni aspetti e alcune domande che talvolta ci si pone con riferimento alle due tecniche di raccolta di risorse finanziarie. La domanda, che lui si pone e che pone al potenziale fruitore dei webinar, incuriosisce. Per saperne di più, ecco il link.
Da queste sintetiche riflessioni viene rinforzata un’idea: nel nostro Paese la Società Civile tra Società Benefit, strategie aziendali di sostenibilità e iniziative imprenditoriali rese possibili da finanziamenti che hanno fatto ampio ricorso al Fundraising e al Crowdfunding, si sta muovendo verso un modello capitalistico, diverso da quello originario, ormai appartenente al “jurassico”.
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