Le piccole e medie imprese meritano più attenzione. In primo luogo poichè sono il tessuto portante dell’economia del nostro Paese e sanno “tenere” anche in momenti di grande difficoltà come quelli appena passati. In secondo luogo poichè, anche se qualcuno non se ne accorge, spesso sono una preziosa fonte di inovazioni sia di prodotto che di processo. In terzo luogo poichè il mito della crescita dimensionale a tutti i costi deve essere ridimensionato: oggi essere flessibili è più importante che essere “grandi”.
Mi sembra pertanto giusto dedicare a questa realtà un suggeriemento bibliografico. Sono due recenti lavori pubblicati per la casa editrice Marsilio che mi offrono questa opportunità.
Il primo è di Stefano Micelli « Futuro artigiano. L’innovazione nelle mani degli italiani »;
il secondo di Dario Di Vico « Piccoli. La pancia del Paese ».


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