Tra le sorprese dell’estate: “la seconda generazione digitale” è molto meno digitale di quanto qualcuno non possa pensare. L’articolo di Edoardo Segantini (Corsera 24 luglio) commentando i dati di un’indagine condotta dalla Fondazione Kessler, su 850 studenti delle medie superiori, evidenzia la loro parziale dipendenza da Internet a favore di relazioni sociali dirette.
Nella stessa pagina del quotidiano viene richiamato, attraverso una breve brano, il libro di Hermann Hess: “L’arte dell’ozio“. Da leggere!
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