Verso la fine del 2009 è stato il momento in cui il green management ha riempito le copertine e le pagine delle riviste specializzate. HBR nel settembre titolava How green will save us: Sustainability+Innovatione, dall’altra sponda del Charles River a Boston, la Sloan Management Review del M.I.T. dedicava un ampio spazio (5 articoli) al tema Sustainability as Competitive Advantage  (Fall 2009).E a seguire anche altre riviste e, a questo punto, non solo più quelle di management.

Quello che emerge da questi e da altri contributi è la necessità di una strategia che costringa a rivedere in profondità le soluzioni gestionali ad oggi adottate. Non è solo un problema di ridurre gli sprechi.

In Italia è Istud che da diversi anni (2008) ha creato un Osservatorio dedicato alla Green Economy (ultimo evento Green Italia Day – 20/4/11) e che nel novembre 2010 ha proposto un Green Management and Entrepreneurship Programme (www.istud.it/greenmng).

Inoltre il cielo quest’estate è stato un po’ meno blu rispetto a quanto ci si poteva aspettare. Questo ci spinge a suggerire la lettura del libro di Gunter Pauli Blue Economy, un nuovo Rapporto per il Club di Roma, che dalla fine degli anni sessanta, con la pubbblicazione de “I limiti dello sviluppo”, si preoccupa di sviluppo sostenibile. Si possono anche visitare i siti curati da Gunter Pauli www.blueeconomy.de  e www.zeri.org.

E’ per tutti questi aspetti  che abbiamo pensato fosse interessante creare un’ ulteriore occasione di riflessione su questo tema il 4 novembre p.v. (save the date). Discuteremo  alcune esperienze aziendali, presenteremo strumenti e idee già affrontate con alcuni colleghi nelle nostre aule universitarie (Università Cattaneo Liuc) e in due seminari di Education on the field.Verso la fine del 2009 è stato il momento in cui il green management ha riempito le copertine e le pagine delle riviste specializzate. HBR nel settembre titolava How green will save us: Sustainability+Innovatione, dall’altra sponda del Charles River a Boston, la Sloan Management Review del M.I.T. dedicava un ampio spazio (5 articoli) al tema Sustainability as Competitive Advantage  (Fall 2009).E a seguire anche altre riviste e, a questo punto, non solo più quelle di management.

Quello che emerge da questi e da altri contributi è la necessità di una strategia che costringa a rivedere in profondità le soluzioni gestionali ad oggi adottate. Non è solo un problema di ridurre gli sprechi.

In Italia è Istud che da diversi anni (2008) ha creato un Osservatorio dedicato alla Green Economy (ultimo evento Green Italia Day – 20/4/11) e che nel novembre 2010 ha proposto un Green Management and Entrepreneurship Programme (www.istud.it/greenmng).

Inoltre il cielo quest’estate è stato un po’ meno blu rispetto a quanto ci si poteva aspettare. Questo ci spinge a suggerire la lettura del libro di Gunter Pauli Blue Economy, un nuovo Rapporto per il Club di Roma, che dalla fine degli anni sessanta, con la pubbblicazione de “I limiti dello sviluppo”, si preoccupa di sviluppo sostenibile. Si possono anche visitare i siti curati da Gunter Pauli www.blueeconomy.de  e www.zeri.org.

E’ per tutti questi aspetti  che abbiamo pensato fosse interessante creare un’ ulteriore occasione di riflessione su questo tema il 4 novembre p.v. (save the date). Discuteremo  alcune esperienze aziendali, presenteremo strumenti e idee già affrontate con alcuni colleghi nelle nostre aule universitarie (Università Cattaneo Liuc) e in due seminari di Education on the field.