CALORI G., Progettare i sistemi di tesoreria per gestire i flussi monetari. Amministrazione & Finanza, n. 13/2004
Premessa
Le problematiche inerenti la gestione di tesoreria hanno il loro nucleo principale nella capacità e nella possibilità di previsione dei flussi di entrata e di uscita: la necessità di governare una elevata mole di informazioni e di calcolare rapidamente gli effetti di movimenti che non erano stati previsti rendono molto difficile questa attività in assenza dell’ausilio di un sistema automatizzato anche nelle imprese di minori dimensioni. L’orizzonte di previsione può andare da pochi giorni a qualche mese, a seconda delle necessità: in ogni caso, è essenziale che queste determinazioni siano realistiche e siano svolte in modo strutturato e ripetitivo. Una gestione inadeguata è frutto più frequentemente di mancanza di tempo e di attenzione più che di assenza di informazioni: un sistema di tesoreria ha proprio lo scopo di facilitare la concentrazione delle informazioni e di segnalare l’evidenza di quelle critiche. In modo schematico è possibile individuare tre categorie di sistemi, in cui classificare quelli attualmente disponibili sul mercato:
1. basati su fogli elettronici;
2. integrati nel sistema gestionale;
3. specialistici.
I sistemi della prima categoria sono frequentemente sviluppati per le realtà più semplici e possono facilmente assumere le caratteristiche richieste dall’utilizzatore. Vengono alimentati con dati provenienti dall’esterno via file-transfer o collegamenti dinamici (ODBC o simili). Hanno il vantaggio di un costo contenuto, di tempi di implementazione molto rapidi e di possibilità di personalizzazione anche da parte dell’utente. Presentano tuttavia limiti molto evidenti nella capacità di gestire volumi di dati, nella possibilità di sviluppare funzionalità evolute e nella scarsa robustezza architetturale. I sistemi integrati sono nati e si stanno sviluppando come «costole» dei sistemi gestionali: la disponibilità dei dati in un unico database consente, infatti, di sfruttare le informazioni senza la necessità di importarle dall’esterno o di interfacciarle con altre fonti. Questo è sicuramente il vantaggio principale di questa categoria di prodotti: l’integrazione consente, infatti, di facilitare la progettazione e l’utilizzo dello strumento, garantendo di solito anche un minor costo di licenze. Come rovescio della medaglia, con alcune eccezioni importanti, il sistema di tesoreria costituisce solo un modulo «periferico» di un sistema più articolato: per questo, viene dotato delle funzionalità di base, ma il suo sviluppo non giustifica l’investimento in competenze specialistiche, necessarie per avere performances di punta. Le sue funzionalità possono, inoltre, essere condizionate da quelle del sistema contabile, da cui subiscono una certa rigidità di utilizzo e di sviluppo. I sistemi specialistici sono nati, invece, per soddisfare al massimo le esigenze informative dell’area di tesoreria: la loro copertura funzionale è sempre attenta agli sviluppi dei mercati con cui questa area lavora, in modo da poter implementare gli strumenti per gestirne le innovazioni in tempi rapidi. Per contro, i prodotti di questa categoria sono solitamente più costosi in termini di licenze d’uso e richiedono la messa a punto di interfacce per lo scambio dei dati con gli altri sistemi aziendali, in primis
quello contabile. Leggi l’articolo completo
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