Da tempo sostengo che due colonne portanti dell’economia italiana sono la capacità di esportare delle nostre imprese (per fortuna se ne accorto anche Dario Di Vico, vedi articolo “Se l’impresa è più credibile dello Stato“, Corsera del 2 agosto) e il turismo. La prima va pesata per la sua importante portata poichè dall’introduzione dell’euro, le nostre imprese non hanno più potuto godere della strisciante svalutazione della lira. Questo può far pensare che sia nettamente migliorata la qualità della loro offerta. Il secondo probabilmente quest’anno svolgerà un ruolo rilevante (in uno dei miei ultimi viaggi di lavoro ho svolto un indagine di economia reale: ho contato sull’autostrada del Sole il numero delle auto straniere: una ogni trenta auto era targata Germania o Olanda o, addirittura, Francia), nonostante tutto. Anche perchè poco si è fatto sin qui a livello governativo per valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale e dare un inpulso al turismo.