Questi sono i tre volumi che vi abbiamo segnalato in giugno 2011 ci sembrano degni della vostra attenzione, altri seguiranno.
Il primo è di G. Hamel che già dal titolo lasciava presagire qualcosa di interessante: « Il futuro del management ».
Anche la frase di Einstein in copertina spingeva in una certa direzione:
« Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi »
Così il lavoro di Hamel costituisce un’esortazione all’innovazione che dovrebbe partire dai vertici. Ma è così solo nelle imprese che si sono date un agenda per l’innovazione. Un agenda che prevede azioni anche sulle attività quotidiane. In tal modo si sarà in grado di liberarsi della catena delle procedure manageriali più rigide (ad esempio piani e budget) per apprendere dall’esterno e adottare nuovi principi più flessibili. Fra questi: creare la varietà e allocare in modo flessibile le risorse ad esempio con una pluralità di progetti.
Non mancano nella parte finale del lavoro alcuni suggerimenti per la messa punto di un “Management 2.0” e il primo tra questi è: lavorare a ritroso partendo dal futuro. Solo attraverso queste nuove pratiche manageriali sarà possibile prepararsi al futuro.
Per chi non avesse il tempo di leggere il libro o non fosse convinto della sua utilità, posso suggerire la lettura dell’articolo di Harvard Business Review Italia che, come spesso accade, precede, nella prassi editoriale dell’Harvard Business School, la pubblicazione del libro. L’articolo è « obiettivo: innovazione di management » ed è disponibile nella sezione download General Management. Consiglio inoltre di guardare questo video.
Il secondo di Richard D’Aveni ha un titolo accattivante: « La trappola delle commodity » (Commodity trap, Franco Angeli, Milano 2010).
Nel suo precedente lavoro questo studioso presentava l’idea di trovarsi oggi ad operare in mercati ipercompetitivi. Questo determinava una serie di pressioni sui prezzi tali da sfociare nella trappola delle commodities, dei prodotti indifferenziati. Tuttavia si è davvero sicuri di non avere un qualche elemento di differenziazione dell’offerta tale da consentire di evitare questa trappola?
Nel libro vengono indicate alcune situazioni che hanno queste caratteristiche e che dovrebbero suggerire pratiche di differenziazione.
Quanto più ci si trova in business ipercompetitivi tanto più questo libro può essere ricco di spunti interessanti.
Il terzo ed ultimo libro letto per voi ha un titolo provocatorio: « Contro il Management ». E’ un libro di Francesco Varanini (Guerini, Milano 2010) che si segnala per alcuni spunti di originalità e per aver criticato alcune posizioni fideistiche. Tuttavia più che un libro contro il management in generale, si ritiene un lavoro contro « un certo tipo di management ». Quello che ama i rituali e utilizza la dimensione economico-finanziaria non per gestire attraverso i numeri, ma per gestire per i numeri.
In questo caso aumentano le probabilità di quello che con felice espressione viene connotato come « accanimento manageriale ».
Potrebbe sorgere spontanea una domanda: ma io che manager sono?
La lettura di questo libro può aiutare a darsi una risposta.
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